Da sempre coltivare la terra è la cosa che sappiamo fare meglio: in famiglia ci tramandiamo una vera arte pregna di tutta la conoscenza, la sapienza e la competenza necessarie nella coltivazione delle olive e nella loro spremitura.

I nostri luoghi

LA PIANURA DI CAPITANATA

La nostra azienda nasce e cresce nelle campagne di Torremaggiore, cittadina posizionata nel mezzo della pianura di Capitanata, tra i Monti Dauni e il Promontorio del Gargano.
Il suo microclima, le sue terre fertilissime e l’operosità dei suoi abitanti l’hanno resa una terra di agricoltura prospera, i cui prodotti sono conosciuti e tramandati da secoli. Dall’olio al vino, dal pomodoro al grano, dagli ortaggi alla frutta: da sempre la Puglia e la Capitanata sono famose in tutto il mondo per i frutti della loro terra.
A pochi chilometri dall’attuale centro abitato di Torremaggiore sorgeva un tempo il borgo medioevale di Castelfiorentino o Florentinum. Edificato dai bizantini tra il 1018 e il 1023, nel corso del XII secolo divenne parte nei possedimenti dell’Imperatore Federico II di Svevia il quale, il 13 dicembre del 1250, vi trovò la morte così come era stato predetto dal suo medico ed astrologo Michele Scoto: “apud portam ferream sub flore” ovvero “presso la porta di ferro in quel luogo che ha il nome di fiore”.
L’origine di Torremaggiore risale anch’essa all’anno Mille, quando il casale di nome Terra Maggiore faceva parte del feudo della vicina abbazia benedettina di San Pietro. Le aspre lotte scatenatesi dopo la morte di Federico II tra il Papato e Manfredi di Svevia portarono alla distruzione di Fiorentino e Dragonara, il 26 ottobre 1255. I superstiti delle due città, stabilendosi all’ombra dell’Abbazia di S. Pietro, nei pressi del Castrum normanno-svevo, ora inglobato nel Castello Ducale, diedero vita all’odierno borgo antico di Torremaggiore. Si susseguirono negli anni diverse case signorili fino a giungere al casato dei De Sangro, discendenti dei duchi di Borgogna, che governarono il borgo sino al 1806.
Nel corso dei secoli, i De Sangro, hanno profondamente e visibilmente segnato la storia di questo territorio: è a loro principalmente che si deve la prosperità dell’agricoltura torremaggiorese, nonché la presenza in questa zona dell’Alta Daunia della Cultivar Peranzana, importata a Torremaggiore da Raimondo De Sangro, direttamente dalla regione francese della Provenza dalla quale deriva la storpiatura dialettale “Peranzana”.
Michele De Sangro, l’ultimo Duca di Torremaggiore, fu anche il primo ad introdurre in Puglia e ad impiantare per proprio uso a Torremaggiore, nel Trappeto posto nel fossato dell’ala del Castello, il mulino a fuoco e i torchi per trarne l’olio.